sabato 2 agosto 2008

una domenica al museo civico di Cuneo

Il museo Civico di Cuneo è allestito nei locali dell'ex convento dei frati di S. Francesco, la chiesa è attigua e l'edificio è composto da un'unica costruzione con, all'interno, un chiosco raccolto e tranquillo.
Le sale sono disposte su due piani, e tra una sala e l'altra sono frequenti le barriere architettoniche, non ho visto ascensori ma non posso escluderne la presenza, consiglio di telefonare per ulteriori informazioni in merito alla fruibilità dei locali da parte dei disabili, posso dire che il personale è gentile e disponibile e mi ha proposto una visita guidata, cosa che la domenica è inclusa nel prezzo, ma avendo rifiutato (ero con mia figlia e ho ritenuto preferibile curiosare da sola con lei) mi ha fatto pagare l'equivalente del biglietto ridotto, ovvero 1,55 euro. La bambina di sei anni non ha pagato affatto.
La prima sala contiene i reperti relativi alla preistoria, per cui ossa di animali, un teschio molto suggestivo di un orso di montagna con una ricostruzione grafica dello scheletro che lo rendeva molto simile ai dinosauri, poi schegge di pietra e attrezzi vari appartenuti agli uomini che nella preistoria vissero nelle vallate cuneesi, e ancora reperti attribuiti all'età del ferro con i manufatti che testimoniano l'evoluzione della specie umana e l'abilità appresa nel costruire attrezzi di prima necessità e monili. Molto interessanti i bracciali e gli altri elementi decorativi, a dimostrazione del fatto che la presenza femminile è sempre stata determinante e che certi "piaceri" sono probabilmente insiti nella natura umana. La successiva sala mostra i reperti dell'epoca romana, alcuni veramente ben conservati .
Anche in questo caso, uno dei pezzi che maggiormente ha attirato la mia attenzione è stato un anello d'argento con una pietra verde, praticamente identico nella forma a quelli prodotti oggi. Mia figlia è stata molto interessata dalle monete romane, e abbiamo curiosato tra i vari reperti ritrovando molti degli oggetti d'uso quotidiano come specchi, anfore, ampolle per unguenti, statuine e oggetti o parti di oggetti destinati alla cucina. Un pezzo di piatto di vetro sembrava assomigliare incredibilmente alla produzione degli anni sessanta.
Ai lati delle due sale sono appesi tabelloni esplicativi e di quando in quando sono sparsi tavolini o tappeti didattici destinati ai gruppi di bambini.
Al piano superiore si accede a quello che era il refettorio dei frati, una sala molto grande con un bel tetto di travi a vista e alla parete un enorme quadro, ovvero il sipario del teatro cittadino che rappresenta la nascita della città di Cuneo. Cuneo è stata fondata nell'epoca dei feudi, e nasceva proprio per sottrarsi alla prepotenza del Marchese di Saluzzo e di altri nobili despoti che costringevano la popolazione a vivere in condizioni inaccettabili.

Nell'ex refettorio e nelle celle adiacenti sono esposti una collezione di monete di varie epoche, statue, quadri e reperti vari.

Successivamente, in un percorso ad anello, si possono ammirare gli oggetti più tipici della vita degli abitanti della valle nei secoli passati, fondamentalmente del 700 e 800, gli abiti, per esempio, a volte più rustici e semplici, come nel caso dei vestiti dei pastori, e più spesso eleganti ed elaborati, spesso utilizzati per i matrimoni. Si possono poi vedere i mobili delle vecchie cucine, nelle case contadine la cucina rappresentava il fulcro della famiglia, e gli attrezzi di lavoro, molto belli i telai e gli strumenti del lavoro femminile.
Tra i tanti oggetti, poi, una bicicletta di fine 800 che ha lasciato sbalordita mia figlia per le dimensioni (ruotino piccolo posteriore e ruota enorme anteriore, occorreva la scala per salirvi) e una collezione di bambole vestite con gli abiti (per lo più di nozze) delle vallate locali.

La visita con mia figlia è stata piacevole, eravamo gli unici visitatori e abbiamo potuto commentare ogni cosa senza preoccuparci di tempi o di code, nel museo Civico di Cuneo non sono conservati reperti di grande richiamo, ma tanti piccoli contributi che testimoniano quelle che erano le origini e le abitudini di vita delle popolazioni locali.

All'interno del museo è vietato scattare fotografie, e siccome la zona è videocontrollata non ho voluto correre il rischio....

Nessun commento:

Google