venerdì 25 aprile 2008

la Torre civica di Cuneo


La torre civica di Cuneo si perde tra i tetti del centro storico, quasi nascosta tra le viuzze antiche e strette che ne celano la vista a buona parte del quartiere, anche perché inserita totalmente in un contesto urbano (per dirla tutta, la torre civica è nel palazzo dove abito io)e l’ingresso sembra quello di un negozio, con una vetrina come tante posizionata sotto i portici di Cuneo.

La torre è invece ben visibile a chi si avvicina alla città, giungendo dal ponte nuovo in particolar modo, allora tra il profilo dei tetti accartocciati uno sull’altro, tra le cupole delle chiese e i campanili disseminati generosamente lungo tutto il centro storico, ecco che si vede una torre più imponente, la cui importanza si percepisce immediatamente, pur non essendo particolarmente alta, o comunque, non molto più alta degli altri campanili, pur non essendo particolarmente massiccia, per quanto sia solida è anzi piuttosto snella, lei c’è, da sempre, e domina il panorama come un giudice severo che assiste a tutti i risvolti della vita cittadina. Non solo spettatrice, però, nel corso dei secoli è stata protagonista lei stessa di incendi, crolli, ricostruzioni varie, e attualmente si presenta come un edificio di matrice medioevale, esteriormente, e come un moderno scorcio sul tempo, interiormente. Si, perché dall’interno, la torre si lascia ammirare ma non vivere, si lascia guardare ma non toccare, offre solo la sua anima, affacciata sulla terrazza del campanile, ma nasconde il suo cuore, lasciandolo intravedere, magnificamente caldo nei colori del legno ristrutturato e della pietra accuratamente posata in quel giro vorticoso di scale che si può ammirare salendo all’interno della torre, categoricamente dentro ad un ascensore di vetro. L’edificio fa parte del museo cittadino, e questa caratteristica di poterne ammirare l’interno, senza danneggiarlo (e probabilmente, senza fare correre rischi all’assicurazione comunale in caso di rotolamenti dalle scale ) lo rende un museo vivo, un progetto innovativo a dimostrazione della volontà delle amministrazioni comunali di valorizzare le risorse del territorio e renderle accessibili senza però trascurarne la fragilità e le prerogative soggettive.

Qualche scalino lo si dovrà salire comunque, per affacciarsi sulla terrazza del campanile, e in quel pochi gradini infilati in un tunnel stretto e quasi scavato all’interno della pietra, si respira un odore diverso, si sente un silenzio diverso, il tempo stesso scorre in modo diverso, per quanto le campane siano lì, a ricordarci l’inesorabilità del trascorrere del battito del mondo.

I tetti che si vedono, sembrano altri tetti, la città sembra diversa, sembra più pulita, più diligente, più silenziosa, le macchine scompaiono, o diventano scorci lontani, le case si fanno ammirare, una dopo l’altra, appoggiate una sull’altra lungo i grandi filari dei caseggiati antichi. Un quartiere storico, Cuneo vecchia, dove ancora la gente che ci è nata si sente parte dell’ambiente, delle strade, del contesto, e anche quando deve andarsene, se può, poi torna. Un quartiere di carattere, nato popolare e rimasto tale nella sua accezione più umana, un posto dove la gente ancora si conosce, si parla dalle finestre, si presta lo zucchero e si invita a condividere un caffè. Questo si respira dalla Torre Civica di Cuneo, lo spirito umano di una città a misura d’uomo, che ostinatamente continua a marciare a passo d’uomo.

Cuneo vecchia è così, autentica e vera, ferma nel tempo, tanto che Pupi Avati l'ha scelta come set per girare un film, nell'estate del 2008, in quanto l'ha considerata più "vera" rispetto a Bologna, città nel quale il film stesso è ambientato.

Chissà che anche Cuneo non diventi rossa.......

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The tower Civic Cuneo is lost between the roofs of the old city, almost hidden between the ancient and narrow alleys that hide the view to much of the quarter, partly because fully inserted in an urban environment (to say it, the tower is Civic in the building where I live I) el'ingresso seems that of a shop, with a showcase like many under the arcades of Cuneo.


The tower is clearly visible to those approaching the city, coming from the new bridge in particular, then between the profile of the roofs on a accartocciati between the domes and bell towers of churches scattered generously throughout the historic center, a waiting one sees a most imposing tower, whose importance is felt immediately, although not particularly high, or otherwise, not much higher than the other towers, although not particularly large, although it is solid is indeed quite slim, she's Has always been and dominates the landscape as a strict judge who assists in all aspects of city life. Not only spectator, however, over the centuries has been the protagonist herself of fires, collapses, several reconstructions, and now looks like building an array of medieval outwardly, and as a modern view on time, within. Yes, because from the inside, the tower is left to admire but not to live, leaves look but not touch, offering only his soul, facing the terrace of the tower, but hides his heart, leaving a glimpse, magnificently in hot colors of wood renovated and stone carefully laid in that round vortex of steps that can be contemplated by climbing inside the tower, categorically inside a glass elevator. The building is part of the city museum, and this feature you can admire the inside without damaging (and probably without risk insurance in case of municipal rotolamenti the stairs) makes a living museum, an innovative project to demonstration of the will of municipalities to exploit the resources of the territory and make them accessible but without neglecting the fragility and prerogatives subjective.

Any step you must climb however, to look on the terrace of the tower, and in that few steps put in a tunnel close and almost dug inside the stone, is a different smell, feels a silence different, the same time runs in a different way, as the bells are there to remind us of the inesorabilità spend beat the world.


The roofs that are, seem to other roofs, the city seems different, it seems cleaner, more diligent, more silent, the machines disappear, or become distant glimpses, the houses are admired, one after the other, supported on a ' other major long rows of ancient houses. A historic district, Cuneo old, where people still we came feels part of the environment, roads, context, and even when it needs to go, if it can, then back. A quarter of character, born and remained popular that in its more human, a place where people still know, it comes from the windows, is sugar and is invited to share a coffee. . This breathes from Torre Civica di Cuneo, the human spirit of a city-sized man who stubbornly continues to march at walking pace.

Cuneo is so old, authentic and real, stop in time, so that Pupi Avati has chosen as September to shoot a film in the summer of 2008, because it considered it more "real" than in Bologna, a city in which the film itself is set.

Who knows that even Cuneo does not become red .......

ulterior information

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La tour civique de Cuneo se perd entre les toits de centre historique, presque cachée entre les ruelles anciennes et étroites qui en cachent la vue à une bonne partie du quartier, même parce qu'insérée totalement dans je conteste urbain (pour lui dire toute, la tour civique est dans le palais où je habite io)e l’ingresso semble cela de négotie, avec une vitrine comme tant de posizionata sous portes nous de Cuneo.

La tour est par contre bien visible à quel il s'approche à la ville, en arrivant du pont nouveau particulièrement, alors entre le profil des toits roulés un sull’altro, entre les coupoles des églises et les clochers disséminés généreusement le long de tout je centre historique, voilà qu'on voit une tour plus imposante, l'importance de laquelle se perçoit immédiatement,en n'étant pas aussi n n'étant pas particulièrement haute, ou de toute façon, pas beaucoup plus haute des autres clochers, en étant particulièrement elle ne la ballaste aussi pas, pour combien il soit solide est au contraire plus plutôt snella, c’è, de toujours, et domine le panorama comme un juge sévère qui assiste à tous les revers de la vie citadine. Pas seulement spectatrice, cependant, dans le cours des siècles elle a été protagoniste même d'incendies, écroule, reconstructions diverses, et actuellement il se présente comme un édifice de matrice medioevale, à l'extérieur, et comme une moderne vue sur le temps, intérieurement. , Parce que dall’interno, la tour on laisse admirer mais ne pas vivre, on laisse regarder mais ne pas toucher, il s'offre seulement son âme, montrée sur la terrasse du clocher, mais il cache son coeur, en le laissant entrevoir, magnifiquement chaud dans les couleurs du bois restructuré et de la pierre soigneusement posée dans ce tour tourbillonant d'escalier qui peut s'admirer en salant all’interno de la tour, catégoriquement dans à un ascenseur de verre. L’edificio fait une partie du musée citadin, et cette caractéristique d'en pouvoir admirer l’interno, sans l'endommager (et probablement, sans faire courir des risques all’assicurazione communal en caso de roulements de l'escalier) le rend un musée vivant, je projette innovateur à démonstration de la volonté des administrations communales de valoriser les ressources du territoire et rendre elles accessibles sans cependant en négliger la fragilité et les prérogatives subjectives.

Quelque ils escalade on devra saler de toute façon, pour se montrer sur la terrasse du clocher, et dans de ces peu marches infilati dans un tunnel étroit et presque creusé all’interno de la pierre, on respire une odeur divergée, on sent silence divergé, le temps même glisse en mode divergée, pour combien les campaniens soient là, à nous rappeler l’inesorabilità de passer du battement du monde.

Des toits qui se voient, semblent autres toits, la ville semble divergé, semble plus propre, plus diligent, plus silencieux, les machines scompaiono, ou deviennent des vues lointaines, les maisons on font admirer, après l’altra, appuyées une sull’altra long les grands filari des caseggiati anciens. Quartier historique, Cuneo vieille, où il ancre les gens qui nous sont nées on sentent une partie dell’ambiente, des routes, de je conteste, et même lorsque il doit lui en aller, s'il peut, ensuite tourne. Un quartier de caractère, née populaire et resté tel dans son acception plus humaine, une place où les gens encore se connaissent, on parle des fenêtres, il se prête le sucre et on invite à partager un café. Ceci on respire de la Tour Civique de Cuneo, l'ésprit humain d'une ville à mesure d’uomo, qui obstinéement continue à marcher à pas d’uomo.

Coin vieille est ainsi, authentique et vraie, arrête dans le temps, aussi bien que Pupi Avati l'a choisi comme set pour tourner un film, dans l'été de 2008, puisque l'a considéré plus "vraie" par rapport à Bologne, de ville dans lequel le film même est acclimaté.

Peut-être que même Coin ne devient pas rouge.......

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2 commenti:

Viola ha detto...

complimenti, una descrizione da vera "sognatrice" quale sei :-)

love ha detto...

Mi piace questo blog, sei brava a scrivere e a creare entusiasmo e curiosità. Poi Cuneo mi manca proprio, prima o poi dovrò visitarla.
Ps bella anche l'idea della traduzione immediata!

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