giovedì 25 settembre 2008

Nella casa del sindaco

Cuneo Vecchia ha un carattere tutto particolare, gli edifici dei vecchi palazzi, anche se ristrutturati, conservano l'aspetto originario tanto nell'esterno, con le facciate protette dai vincoli urbanistici, che nell'interno, con la solidità di mura spesse a volte metri, con la luminosità dei grandi scaloni e l'angusto spazio delle scalette a chiocciola, con i soffitti recuperati e riportati a nuova vita liberando le botti o i cassettoni, con le stanze tutte comunicanti, bagni che sembrano corridoi e sgabuzzini nei ballatoi che rivalano l'antico uso...
E il palazzo municipale è, in un certo senso, un po' l'emblema dell'architettura dei palazzi di Cuneo vecchia.

L'aspetto misterioso del comune di cuneo nasce dai sotterranei, da quei cunicoli di cui si parla come leggende metropolitane che nessuno ha mai visto, e che dovrebbero collegare, strategicamente, prima di tutto alla vicina chiesa di Santa Maria e poi, secondariamente, ad una serie di tunnel, in alcuni casi pericolanti e pericolosi, che attraversano le cantine di tutto in quartiere, fino a sbucare nei pressi degli ex lavatoi, spazio oggi recupareto e utilizzato come locale alla moda.
Al piano terreno, affacciato sotto i portici, c'è l'ufficio turistico che è risorsa sempre utile e preziosa non solo per i turisti ma anche per i residenti, che possono aggiornarsi sugli eventi cittadini in programma.

Trovare il palazzo è semplicissimo, si trova nella strada principale della città, perdersi è impossibile, la zona è ben servita da autobus di linea e pullman per le vicine cittadine. Per quanto riguarda i parcheggi in zona, meglio assicurarsi di avere pagato il giusto importo al parchimetro, perchè i visiti sono come dire, di casa....
Una delle particolarità del palazzo è sicuramente il modello di automobile ceirano che fa bella mostra di se nel cortile. Si tratta di una riproduzione in rame dell'auto creata dai cuneesi Giovanni e Matteo Ceirano all'inizio del 1900, dando il via ad un'industria automobilistica vivace e vitale che portò alla nascita di ben 10 fabbriche d'automobili.

Gli ingressi per accedere al piano superiore sono due, uno è lo scalone d'onore, ampio e aristocratico, il secondo è funzionale e sempre elegante, ma, come dire, più di servizio. Lungo lo scalone d'onore vi sono alcune lapidi a memoria della storia locale e del passaggio dei Savoia e una, in particolare, riporta le parole di PIero Calamandrei sulla resistenza, parole espresse come reazione alle affermazioni del generale nazista kesselring.
Una lapide, sempre sullo scalone, ricorda il cuneese Carlo Chiapello, un ingegnoso personaggio che si recò fino in Giappone, nel 1865, per procacciarsi dei bachi da seta sani, e la coltura della seta è una delle risorse che da sempre contraddistinguono la tradizione cuneese. Sempre a celebrazione delle origini contadine e del ruolo fondamentale dei bachi da seta nella storia locale, al primo piano si trova un monumento a Giovanni Audiffredi, innovatore per quanto riguarda le tecniche di coltivazione dei bachi da seta.

Se il palazzo del municipio è la casa del sindaco, allora il salone d'onore è il luogo dove si celebrano gli eventi cittadini più rappresentativi per la collettività, dove si possono ammirare i busti di Camillo Benso conte di Cavour e di Giovanni Giolitti, personaggi fondamentali nella storia del cuneese. Ma se il salone d'onore è un po' il salotto buono, quello sofisticato, la stanza maggiormente protagonista della vita cittadina è la sala della giunta municipale, dove si celebrano anche i matrimoni, completamente affrescata ad opera di Angelo Persico.
Insomma, se venite a Cuneo e non avete bisogno di fare la coda agli sportelli per procurarvi un documento, vale comunque la pena di infilarsi su per le scale e i corridoi per dare un'occhiata alle sale, ai lampadari, ai marmi e alle iscrizioni che Cuneo vuole mostrare come emblema di se stessa.

domenica 21 settembre 2008

Viale Angeli

Viale Angeli è il viale alberato che attraversa tutta la città, partendo da Rondò Garibaldi, a finaco di Piazza Galimberti, per arrivare, dopo circa 3 chilometri, fino al Santuario degli Angeli, e dunque alle porte della periferia di Cuneo.
La prima parte del viale è caratterizzata dalla presenza di pioppi gialli, detti anche alberi dei tulipani, mentre nella seconda parte, quella che si allunga verso il santuario, si trovano alberi d'alta montagna quali aceri, olmi siberiani, tigli e platani.

Molte delle case che si affacciano sul viale, soprattutto nella prima parte, sono dei veri gioielli di architettura e ogni volta che si passa davanti a edifici così belli è impossibile non desiderare di abitarci, certo la zona è offlimits dal punto di vista del mercato immobiliare, Viale Angeli è il quartiere dei Vip....

Comunque il viale resta aperto a tutti, fruibile e godibile non sono ai fortunati residenti ma a tutta la popolazione cittadina che, in occasione di belle giornate o anche solo per una passeggiata all'aria aperta, lo percorre volentieri, senza fretta, camminando tra i vari parchi e i giardini che si susseguono e le villette che si fanno invidiare.

Naturalmente il parco è il luogo d'elezione per le corse in città e per le passeggiate in bici, proposito agevolato dal fatto che spesso, nei weekend, in traffico automobilistico viene interdetto e oltre ai due viali alberati anche la strada centrale diventa apannaggio dei pedoni. Pedoni si, ma anche tante biciclette e pattini a rotelle (roller..) insomma, quasi come nelle domeniche senza benzina di molti anni fa....

Lungo il viale ci sono vari accessi per scendere nell'area degli impianti sportivi e da questi, volendo, proseguire per il parco fluviale, nel discorso di continuità ecologica iniziato dal comune qualche anno fa.

Il viale è asfaltato, e la pavimentazione è regolare e in buona conservazione, quindi facilmente agibile anche dalle persone con limitata capacità motoria, anche se d'autunno, quando iniziano a cadere le foglie (ed essendo un viale alberato, di foglie ce ne sono tante) e magari piove un po', la strada diventa scivolosa e occorrerebbe un intervento di pulizia più scrupoloso e assiduo, anche per evitare spiacevoli incidenti ai tanti anziani che il viale lo frequentano spesso.

Un luogo tranquillo, pieno di panchine dove potersi fermare a guardare il paesaggio o la gente che passa e "fare due parole", o una pista per perdere qualche chilo anche nelle ore serali senza avventurarsi in strade malamente illuminate.

martedì 26 agosto 2008

Cuneo celebra le sue origine contadine - la fiera del Marrone

Una manifestazione di interesse culturale, sociale e gastronomico che è diventata un appuntamento atteso da tutta la provincia, e non solo. Cuneo celebra le sue tradizioni contadine celebrando la castagna e ringraziandola per le sue grandi doti.

Accessibilità: ben organizzata. Il centro storico è chiuso per ospitare il cuore della manifestazone, vari parcheggi sono allestiti nelle zone periferiche di cuneo, per altro molto vicine al centro, ed eventualmente è disponibile un servizio di navetta per collegare i parcheggi più distanti.
Da vedere/da fare: l'attenzione è incentrata sulla gastronomia, anche se, con l'occasione, sono aperti i vari musei e alcuni locali storici, come la torre civica, che sono aperti al pubblico solo in alcuni periodi dell'anno. Attività per bambini.
Atmosfera: festaiola, non pretenziosa, molto conviviale. La gente scende in strada e lo fa con il piacere di incontrarsi e ritrovarsi, di vedere e ascoltare, di assaggiare e lasciarsi tentare dai piaceri semplici di una cucina a volte rustica, altre elaborata e rafffinata.
L'offerta gastronomica è varia, le castagne sono un ingrediente che viene celebrato ma che ben si presta ad essere accompagnato da altri ingredienti, primi, carni, formaggi, salumi, dolci, inoltre è la festa dell'autunno piemontese, e se il tempo accompagna, non mancano gli squisiti porcini raccolti nelle valli locali.
Per i bambini, vengono allestiti momenti di svago e ricreazione, il comune è sempre molto attento alle esigenze dei più piccoli e ingaggia esperti animatori che creano attività e coinvolgono i più piccoli.

martedì 12 agosto 2008

Lo strano fenomeno dei Ciciu del Villar

La riserva dei ciciu del Villar si trova a Villar San Costanzo, paese da cui trae il nome, un conglomerato di abitazioni tra Dronero e Busca, in provincia di Cuneo, ad un'altitudine di circa 600 metri.
I ciciu, termine che in dialetto piemontese significa pupazzo, sono delle rocce di natura argillosa a forma di fungo, di dimensioni variabili, alcune arrivano a sfiorare i 7 metri di altezza e i 4 di diametro. E si, ci si sente proprio come dei puffi a passeggiare nella riserva, soprattutto i bambini trovano l'escursione molto piacevole, siaperchè i sentieri percorribili non sono troppo impegnativi, o meglio, si può scegliere tra un percorso panoramico più adatto alle famiglie, uno più impegnativo e definito ginnico e uno decisamente più escursionistico. Io ci sono stata con le bambine e, ovviamente, ho optato per il percorso più semplice. Varie frecce dislocate lungo il bosco indicano le strade da seguire, in alcuni punti la segnaletica è più presente e in altri è più rada e si ha l'impressione di essersi persi, ma poi spunta un altro cartello e torna anche il senso d'orientamento. Fondamentalmente, può essere disorientante l'irrealtà del paesaggio.
Accessibilità

L'origine di queste formazioni rocciose è molto antico, iniziato circa 15.000 anni fa con l'ultima glaciazione è proseguito con il verificarsi di condizioni geologiche molto particolari, e con le frane di quete rocce ( o quanto meno dei cappelli dei ciciu) costituiti da forme di gneiss.
Ovviamente, data la particolarità di questo fenomeno naturale, la gente del posto ha costruito una leggenda che identifica nei ciciu i legionari romani pietrificati da San Costanzo mentre erano in procinto di arrestarlo.

La particolarità dei ciciu è veramente singolare, non so se esistono altri fenomeni simili nel mondo, ed è difficil eanche ocmprendere come mai solo in quella determinata area, che ha un'estensione di una quarantina di ettari,si siano sviluppati tanti grossi funghi di pietra, certo poter fare una passeggiata nel parco è un'esperienza strana, un modo per essere in mezzo alla natura e per sottrarsi alla realtà al tempo stesso, una passeggiata tra boschi fatati, o stregati, dove le forme surreali dei ciciu, che a vederli sembrano proprio funghi giganti, danno l'illusione di essere nel libro di Alice nel paese delle meraviglie.

All'ingresso del parco c'è un ampio parcheggio, seguito da un'area attrezzata dove si può organizzare un pic nic, servizi igienici e un'area di informazione turistica, l'ingresso è libero e il parco è sempre aperto, con i suoi strani funghi pronti a farsi ammirare in tutte le stagioni.

Sicuramente, il posto ideale per trascorrere una giornata con la famiglia, i bambini si stupiranno e anche gli adulti probabilmente ammireranno con perplessità questo strano scenario della natura.

sabato 2 agosto 2008

una domenica al museo civico di Cuneo

Il museo Civico di Cuneo è allestito nei locali dell'ex convento dei frati di S. Francesco, la chiesa è attigua e l'edificio è composto da un'unica costruzione con, all'interno, un chiosco raccolto e tranquillo.
Le sale sono disposte su due piani, e tra una sala e l'altra sono frequenti le barriere architettoniche, non ho visto ascensori ma non posso escluderne la presenza, consiglio di telefonare per ulteriori informazioni in merito alla fruibilità dei locali da parte dei disabili, posso dire che il personale è gentile e disponibile e mi ha proposto una visita guidata, cosa che la domenica è inclusa nel prezzo, ma avendo rifiutato (ero con mia figlia e ho ritenuto preferibile curiosare da sola con lei) mi ha fatto pagare l'equivalente del biglietto ridotto, ovvero 1,55 euro. La bambina di sei anni non ha pagato affatto.
La prima sala contiene i reperti relativi alla preistoria, per cui ossa di animali, un teschio molto suggestivo di un orso di montagna con una ricostruzione grafica dello scheletro che lo rendeva molto simile ai dinosauri, poi schegge di pietra e attrezzi vari appartenuti agli uomini che nella preistoria vissero nelle vallate cuneesi, e ancora reperti attribuiti all'età del ferro con i manufatti che testimoniano l'evoluzione della specie umana e l'abilità appresa nel costruire attrezzi di prima necessità e monili. Molto interessanti i bracciali e gli altri elementi decorativi, a dimostrazione del fatto che la presenza femminile è sempre stata determinante e che certi "piaceri" sono probabilmente insiti nella natura umana. La successiva sala mostra i reperti dell'epoca romana, alcuni veramente ben conservati .
Anche in questo caso, uno dei pezzi che maggiormente ha attirato la mia attenzione è stato un anello d'argento con una pietra verde, praticamente identico nella forma a quelli prodotti oggi. Mia figlia è stata molto interessata dalle monete romane, e abbiamo curiosato tra i vari reperti ritrovando molti degli oggetti d'uso quotidiano come specchi, anfore, ampolle per unguenti, statuine e oggetti o parti di oggetti destinati alla cucina. Un pezzo di piatto di vetro sembrava assomigliare incredibilmente alla produzione degli anni sessanta.
Ai lati delle due sale sono appesi tabelloni esplicativi e di quando in quando sono sparsi tavolini o tappeti didattici destinati ai gruppi di bambini.
Al piano superiore si accede a quello che era il refettorio dei frati, una sala molto grande con un bel tetto di travi a vista e alla parete un enorme quadro, ovvero il sipario del teatro cittadino che rappresenta la nascita della città di Cuneo. Cuneo è stata fondata nell'epoca dei feudi, e nasceva proprio per sottrarsi alla prepotenza del Marchese di Saluzzo e di altri nobili despoti che costringevano la popolazione a vivere in condizioni inaccettabili.

Nell'ex refettorio e nelle celle adiacenti sono esposti una collezione di monete di varie epoche, statue, quadri e reperti vari.

Successivamente, in un percorso ad anello, si possono ammirare gli oggetti più tipici della vita degli abitanti della valle nei secoli passati, fondamentalmente del 700 e 800, gli abiti, per esempio, a volte più rustici e semplici, come nel caso dei vestiti dei pastori, e più spesso eleganti ed elaborati, spesso utilizzati per i matrimoni. Si possono poi vedere i mobili delle vecchie cucine, nelle case contadine la cucina rappresentava il fulcro della famiglia, e gli attrezzi di lavoro, molto belli i telai e gli strumenti del lavoro femminile.
Tra i tanti oggetti, poi, una bicicletta di fine 800 che ha lasciato sbalordita mia figlia per le dimensioni (ruotino piccolo posteriore e ruota enorme anteriore, occorreva la scala per salirvi) e una collezione di bambole vestite con gli abiti (per lo più di nozze) delle vallate locali.

La visita con mia figlia è stata piacevole, eravamo gli unici visitatori e abbiamo potuto commentare ogni cosa senza preoccuparci di tempi o di code, nel museo Civico di Cuneo non sono conservati reperti di grande richiamo, ma tanti piccoli contributi che testimoniano quelle che erano le origini e le abitudini di vita delle popolazioni locali.

All'interno del museo è vietato scattare fotografie, e siccome la zona è videocontrollata non ho voluto correre il rischio....

sabato 26 luglio 2008

La grande Fiera d'Estate a Cuneo

Oramai è diventato un appuntamento abituale, tanto per i residenti della provincia quanto per i commercianti e per i turisti che non vogliono rinunicare a farsi un giro per vedere "com'è quest'anno la fiera..."
Che dire, spesso è molto simile all'anno prima, perchè l'evento è diventato, in un certo senso, un appuntamento molto tradizionale e la gente si aspetta di trovare di tutto, esattamente come negli anni precedenti....

Dall'area di Piazza D'armi, dove veniva allestita fino ad alcuni anni fa, la fiera si è spostata nei padiglioni del Miac, una zona periferica che lascia maggiormente spazio a stends, organizzazioni, giardini e allestimenti temporanei. Tutto, durante la fiera, deve essere perfetto, dalla riproduzione di aree esterne che sembrano vissute da decenni, piazze, piccoli ritrovi, giardini, fino agli spazi individuali degli espositori, ed ai grandi ristoranti, che non devono sembrare allestiti per l'occasione ma presenti da sempre
Raggiungerlo è semplice, la zona del Miac è situata sulla strada Statale che collega Cuneo a Fossano, molte le indicazioni stradali, impossibile non vederla. La zona è circondata dai parcheggi proprio perchè studiata per l'alta frequenza, impossibile non trovare posto.
Da vedere, una moltitudine di padiglioni allestiti per presentare, nel suo abito più elegante, l'economia del bacino piemontese, e non solo. Nell'area della fiera molti giovani sposi si addentrano tra le case virtuali perfettamente realzzate dove cucine, salotti, camere da letto e camerette ripropongono ambienti casalinghi dalle mille sfacettature, per accontentare proprio tutti, e poi molti i padiglioni dedicati all'edilizia strutturale, ai componenti d'arredo, ai piccoli e grandi elettrodomestici, alla tecnologia, agli abiti, insomma, nella grande fiera d'estate c'è posto per tutti, anche per le istituzini che si avvicinano ai cittadini mostrando il proprio lavoro e l'impegno svolto per il raggiungimento degli obiettivi.
Il costo del biglietto è di 6,50 euro e comprende gli spettacoli della serata, la programmazione viene rivelata solo pochi giorni prima ed è possibile consultarla sul sito ufficiale, generalmente si tengono concerti, spettacoli di cabaret e altre manifestazioni di intrattenimento.

L'atmosfera è sempre frizzante, l'evento è probabilmente il più atteso e curato dell'anno, c'è sempre molto fermento che ruota intorno alla grande fiera d'estate.

Gastronomicamente, le offerte sono tante, per acontentare tutti i palati e tutte le tasche, all'interno della fiera infatti ci sono i migliori ristoranti della zona, con menu appositamente studiati per allettare e stupire, e paninerie e self service dove è possibile mangiare un pasto veloce per poi proseguire il percorso fieristico.

Per i bambini è stato predisposta un'area baby parking, questo permette alle famiglie di poter vivere con maggior tranquillità i percorsi ed ai bambini di essere accuditi in spazi ludici e sorvegliati.

L'ultimo tratto della fiera, è sempre quello dedicato all'esposizione delle auto e dei mezzi di trasporto per ogni uso e destinazione, dalle vetture dei vigili del fuoco, sui quali anche i bambini possono affacciarsi a curiosare, fino ai grandi mezzi di lavoro.

Un appuntamento fisso, per comprare un libro, una maglietta, e magari per sognare la casa dei nostri sogni.....

Non crederete ai vostri occhi. La salita di Roccabruna.

L'attrazione di cui vi voglio parlare è un fenomeno ottico molto particolare, una fata morgana che inganna l'occhio con una tale credibilità da risultare....incredibile!
Intanto siamo a Roccabruna, pochi chilometri dopo Dronero, in provincia di Cuneo. Roccabruna stesso è un paese molto atipico, non è un semplice paesello con un semplice cartello "inizio" ed un altrettanto semplice cartello "fine" ma è composta da un centinaio di borgate sparse lungo i diversi versanti della montagna, fino a coprire un'estensione territoriale decisamente ampia. Il punto dove la natura ha giocato questo tiro mancino alle capacità visive dell'uomo si trova sulla strada principale , esattamente in concomitanza del bivio che divarica la strada per portarla alla borgata Centro o alla borgata S. Anna. Subito dopo il bivio, scelta la corsia per S. Anna.... fermate la macchina e lasciatela in folle: la macchina camminerà da sola in salita!!!!

Impossibile? non ci credete?

Allora scendete dallauto, scettici che non siete altro, e versate un po' d'acqua sull'asfalto: verso quale direzione scorre? Ma in salita......

Il fenomeno è davvero particolare, capita spesso di vedere auto e gruppi di persone ferme in quel determinato punto, anche se non vi è alcuna segnalazione ufficiale e solo tramite il passaparola si viene a sapere di quella strana strada dove la discesa è una salita e la salita è una discesa.....

E si, perchè poi la spiegazione logica ci sarebbe pure, l'acqua naturalmente scorre verso il basso, così come le palline rotolano verso il basso o le ruote scorrono in quella direzione per automatismo, ma la strada è stata costruita in un tratto di pendenza particolarmente accentuata che quella che è una discesa sembra una salita e viceversa....

Poi in verità me la possono spiegare come vogliono, possono portarmi i livelli di altitudine e possono dimostrarmi che in realtà i miei occhi si ingannano, ma come dare torto ai nostri occhi quando ci mostrano una cosa tanto semplice e si vuole dimostrare che non è vera?

Se avete in programma una gita in Piemonte, consiglio a tutti di fare una tappa a Roccabruna, sia perchè è un bellissimo luogo di montagna dove è possibile soggiornare piacevolmente in qualsiasi stagione, sia, perchè no, per andare a vedere qualcosa a cui i vostri occhi non crederanno.....

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